Torte a prova di Instagram con le nuove candeline Plump!

Chissà se Zuckerberg avrebbe mai immaginato, al momento dell’acquisto della piattaforma Instagram, che quel social fatto solo di fotografie e didascalie avrebbe finito per prendere il sopravvento su Facebook in così poco tempo, almeno tra le nuove e nuovissime generazioni!

Oggi, in effetti, si è continuamente alla ricerca del momento perfetto da immortalare, della storia accattivante da raccontare, dello scenario mozzafiato da condividere: tutto deve essere instagrammabile… ed i party non fanno assolutamente eccezione!

Pensateci: quanto tempo perdete, ad ogni festa di compleanno, per scegliere la torta perfetta e decorarla nella maniera migliore perché faccia il pieno di like sul vostro profilo personale?

Con le nuovissime Candeline Plump tutto questo diventerà ancora più semplice, automatico e veloce… perché ogni cosa si colorerà e illuminerà di tante tonalità differenti!

Torte super instagrammabili!

7 colori diversi, 4 classici e 3 in accezione metal, 10 cifre completamente sagomate e conservate in un frizzante packaging dedicato ed una struttura solida e definita ma, al contempo, morbidosa e facile da spezzare per i più scaramantici che leggono in questo piccolo rituale un segno portafortuna!

Questo e molto altro ancora è la proposta racchiusa nel nuovo catalogo Candeline Plump che promette di rendere tutte le torte di compleanno più vivaci e ad elevata instagrammabilità!

Rosa, rosso, celeste, verde, oro e argento metal e rose gold sono i protagonisti della palette scelta per il set e possono essere opzionati sia in accezione monocromatica che in combinazioni bicolor per un effetto ancora più eccentrico!

La storia delle candele

Di strada ne hanno fatte le candeline per arrivare fin qui.

I primi a fabbricarne furono i Romani (più o meno a partire dal 500 a.C.) ma, all’epoca, la struttura era fatta in sego, cioè grasso animale (soprattutto di equini e bovini).

Qualche secolo dopo (verso il 200 a.C.) arrivò la dinastia Qin, in Cina, che le realizzò per la prima volta in grasso di balena, mentre in India, dove se ne utilizzavano copiose quantità per adornare i templi, si sfruttava la cera ricavata dalla bollitura del cinnamomo (un albero sempreverde da cui si ricava l’omonima spezia).

Per quanto possa sembrare strano, nella nostra Europa, ma anche in Medio Oriente e in Africa, questi oggetti rimasero praticamente sconosciuti fino al Medioevo; il motivo è semplice: erano territori dove, per illuminare le camere e le strade, si usavano le più sofisticate lampade ad olio

Quando si cominciò, poi, a fabbricare candele si pensò ad un mix di sego e cera d’api, poi evoluto più recentemente in spermaceti (grasso recuperato da alcuni cetacei) ed altri grassi animali purificati e, infine, nella moderna paraffina, a sua volta sostituita da altre mescolanze di cere e sostanze differenti.

Con il boom industriale, infine, cominciò la reale produzione in serie che iniziò anche ad avvalersi di profumazioni ed essenze inebrianti e si è arrivati, infine, ai giorni nostri, dove la tradizione di utilizzarle non solo in accezione decorativa, ma anche ai compleanni, le ha rese insostituibili compagne del nostro quotidiano.

Potrebbe interessarti