Che cos’è e come si festeggia il Thanksgiving Day?

Internet ha sicuramente “accorciato le distanze” tra il Vecchio ed il Nuovo Mondo e, così, non sono più soltanto i film e le serie Tv a ricordarci che oltreoceano si festeggia il Giorno del Ringraziamento: è da oltre una settimana, infatti, che i social di tutto il mondo impazzano all’hashtag #ThanksgivingDay.

Ma di cosa si tratta?

Una giornata da passare in famiglia

Niente ristorante, niente cibi pronti: il Giorno del Ringraziamento, in America, va speso assolutamente in famiglia, intorno al tacchino gigante che siamo abituati a ritrovarci davanti nelle scene di tantissime pellicole per il cinema.

La cosa singolare è che USA e Canada lo festeggiano in due date diverse: quarto giovedì di Novembre per i primi, secondo lunedì di Ottobre per l’altro.

Si dice che la prima volta che sia stato festeggiato risalga al 1621, quando i Padri Pellegrini della città di Plymouth (Massachusetts) si riunirono per ringraziare il Signore del buon raccolto; altri, invece, riportano la tesi secondo la quale, nello stesso anno e nello stesso luogo, un gruppo di coloni decise di condividere un pranzo con i Nativi Americani, come forma di ringraziamento e di gratitudine per aver insegnato loro le principali tecniche di coltivazione. Una tesi, quest’ultima, decisamente più romantica, che riuscirebbe a scaldare il cuore vista la portata dei danni e delle uccisioni che i colori europei portarono in America dopo il 1492 (anzi, molti ritengono sia proprio un modo, per i bianchi, di discolparsi di quanto fatto alle popolazioni dei Nativi Americani al loro arrivo).

In effetti, si racconta che i Padri Pellegrini (i 102 pionieri considerati i fondatori degli USA) siano scappati dall’Inghilterra perché perseguitati dai calvinisti per la loro fede cristiana; attraverso l’Oceano Atlantico, riuscirono ad approdare sul suolo di quella che, all’epoca, era una strana terra abitata da pellerossa, dotata di un clima piuttosto inospitale e di un’atmosfera selvaggia che non riusciva a far ben sperare; in effetti, i semi che avevano portato con loro non attecchirono e in molti morirono di fame e di freddo durante l’inverno. Sarebbero proprio stati i Nativi Americani a prendersi cura dei superstiti, illustrando loro le giuste techiche di semina, raccolto e allevamento. Da questa grande festa di ringraziamento sarebbero fuoriusciti anche tutti i piatti tipici di questa giornata.

In ogni caso, quel che è certo è che fu George Washington il primo presidente USA a dichiarare questo giorno festa nazionale, nel 1789; una consuetudine che, però, divenne ufficiale solo molto tempo dopo – quasi un secolo, nel 1863 -, quando il presidente Abraham Lincoln, durante una celebre proclamazione nel bel mezzo della Guerra di Secessione, fissò la data proprio come la conosciamo e festeggiamo noi oggi. L’istituzione reale della festa, tuttavia, è del 1941 ed è stata opera del presidente Roosevelt.

Si capisce, quindi, quanto il Thanksgiving Day abbia un fortissimo significato intrinseco simbolico e quanto sia importante, per gli americani, per ringraziare la vita (in verità, Dio, essendo una festa di origine cristiana) di tutte le cose buone capitate durante l’anno.

Il menù

Tradizionalmente, il grande tacchino rappresenta la portata principale per tutta la tavolata e viene accompagnato da purè di patate, patate dolci, salsa gravy (tipica per condire carni e contorni), salsa di mirtilli e verdure. Immancabili anche le gustosissime pumpkin pie (torte di zucca).

Per chi porta avanti diete alimentari prive di carne, in ogni caso, sono nate anche diverse varianti ad hoc in stile vegetariano!

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