Nascondino, il gioco perfetto per le feste all’aperto!

La Primavera ci sta regalando intense e soleggiate giornate da trascorrere all’aperto, preparandoci ad un’estate di feste e ritrovi in location lontane dalle quattro mura, a contatto con la natura, il mare, le spiagge, i laghi o anche semplici cortili dove passare pomeriggi divertenti.

Nell’era digitale per eccellenza che ci sta riguardando, però, fortunatamente, non sono completamente dimenticati i giochi che tutti conosciamo; uno su tutti: nascondino.

Non c’è bambino che non lo conosca e che non ci abbia giocato almeno una volta, insieme ad amichetti, cugini e, perchè no, anche adulti giocherelloni.

È un modo antico di passare il tempo in allegria, riuscendo, per qualche attimo, a dimenticare la scuola e i compiti, unendosi ad altri bimbi, di qualunque ceto sociale e di qualunque provenienza: il nascondino è uguale in tutte le regioni ed è un gioco universale capace di unire i popoli, da sempre!

Le origini del nascondino

Andando indietro nel tempo, si scopre che le origini di questo gioco, così coinvolgente eppure così semplice, sono antichissime.

Addirittura, molte fonti sono concordi nel trovare nel II secolo d.C. i primi cenni, in alcuni scritti del retore greco Polluce, riguardanti la Magna Grecia. Il gioco era simile, più o meno con le stesse regole, ma veniva chiamato “il gioco della fuga”.

Sono in tanti, però, a dare anche delle interpretazioni spirituali: antiche popolazioni del passato, infatti, durante l’Equinozio di Primavera, sarebbero andate alla ricerca di segnali nel bosco (si parla ancora di “fuga”, in un certo senso, quindi), in una moltitudine variegata di persone, tra adulti e bambini, per cercare i primi barlumi del cambio di stagione e, quindi, dell’inizio della Primavera.

Quello che di certo si sa è che la forma odierna è più ispirata ad un gioco che si teneva tra aristocratici e nobili nel XVII secolo in tutta Europa, soprattutto Italia, Francia e Spagna; era anche una prima, embrionale forma di corteggiamento tra giovani.

Il nascondino oggi

A testimonianza del fatto che il nascondino è uno di quei giochi intramontabili, che nemmeno l’era dei Social Network ha cancellato, soprattutto per i più piccini, dal 2010 si tiene, addirittura, a Bergamo il Campionato Mondiale di Nascondino, con giocatori professionisti, provenienti dal football, e l’intenzione, da parte di Yasuo Hazaki, professore di Media Studies alla Josai International University, di farlo diventare sport internazionale a tutti gli effetti, candidandolo come disciplina olimpica per Tokyo 2020.

Un’eredità ricca di emozioni e importante che ci ricorda chi siamo, da dove veniamo e che ci legherà a doppio filo con i bambini di ieri, oggi e domani.

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