Monopoly: il gioco da tavola amato da grandi e piccini

È oltre un secolo, ormai, che il Monopoly, in tutte le sue varianti, anima le serate di grandi e piccini attorno ad un tavolo.

I giochi da tavola potrebbero sembrare superati, da quando la tecnologia ha preso così prepotentemente spazio nelle nostre vite, eppure sono stati in molti a rispolverarli, ritrovando quel nostalgico piacere della riunione di famiglia, di amici o di bimbi, che animava le nostre feste non più di 15-20 anni fa.

In effetti, quello a cui si sta assistendo in questi anni, è un ritorno al vintage “con furore”, che sta avendo grande successo non solo in Italia, ma anche oltreoceano.

Il Monopoly, in particolare, è uno di quei giochi intramontabili, dove ci si sfida tra carte speciali, pedine, dadi e percorsi, rincorrendo patrimoni economici e immobiliari “da gioco”.

Naturalmente, una festa improntata su questo aspetto può assumere tutti i contorni del vintage, del malinconico e del divertimento!

I coordinati tavola, gli addobbi o le decorazioni esterne per un pic-nic, un giardino o una terrazza possono essere scelte in tema, in base al target (festa di adulti o baby party), per un effetto atmosfera assicurato!

Ma andiamo a ripercorrere le tappe di questo gioco… come mai è diventato così famoso, tanto da diventare senza tempo?

La storia

Il Monopoly è uno di quei brevetti che ha creato più scompiglio, nella sua tipologia.

Ripercorrere la sua storia all’indietro non è stato facile ma, alla fine, tra cause e provvedimenti giudiziari, si è venuti a capo di tutta, o quasi, la sua cronologia.

Si parte dal 1903 quando una certa Elizabeth Magie, ideò un gioco da tavolo intitolato The Landlord’s Game, con un concetto di base molto simile a quello del futuro Monopoly. La donna era seguace dell’economista Henry George e il gioco era nato proprio per insegnare una delle sue teorie attraverso il gaming.

Il gioco fu brevettato nel 1904 ma non riscosse un successo degno di nota, all’epoca, tranne che per la parte Nord-Est degli USA, dove cominciò a subire le prime modifiche. Diventò presto un folk-game, uno di quei giochi a cui ognuno poteva cambiare i nomi (inserendo, ad esempio, le strade del proprio circondario) o le regole, fin quando il brevetto, poi, decadde. A quel punto, nel 1924 la signora Magie (divenuta Phillips dopo essersi sposata) ottenne un nuovo brevetto, dopo aver introdotto alcune modifiche, probabilmente ispirate proprio alle versioni casalinghe più popolari.

Il gioco cominciò a prendere piede e popolarità e cambiò anche nome: lo si ritrova come Auction Monopoly (Auction in inglese vuol dire Asta) o, appunto, soltanto Monopoly.

A questo punto la storia si complica: sono in tanti, infatti, a brevettare le proprie modifiche al gioco e ad utilizzarlo durante le serate con gli amici, addirittura portandolo con sè durante le trasferte.

Si arriva così, di mano in mano, ad un certo Charles Darrow che, dopo aver introdotto le sue personalissime modifiche, brevettò, in un altro Paese rispetto alla Magie, una nuova versione di questo Monopoly.

La Parker Bros acquisì il Monopoly di Darrow, premunendosi anche di prendere i diritti delle versioni precedenti più famose, inclusa quella originaria del 1904.

Quando, dopo molti anni, un professore universitario, un certo Ralph Anspach, ideò l’Anti-Monopoly, una versione riveduta a suo modo del vecchio gioco, venne messa su una vera e propria causa giudiziaria, che alla fine stabilì che il Monopoly non era assolutamente di proprietà di Darrow, visto che in tanti testimoniarono di aver giocato a questo gioco anche molto tempo prima del brevetto dell’uomo.

Nel tempo le versioni del Monopoly hanno continuato a moltiplicarsi e a cambiare, ma sempre sulla base del concetto originario, ora proprietà della Hasbro.

In particolare, si ricorda la versione italiana che, però, uscì in epoca fascista, quando i termini anglosassoni erano vietati, per cui prese il nome di Monòpoli e la nomenclatura delle strade di Milano.

Tuttavia, dopo la caduta di Mussolini, alcuni termini vennero cambiati, come la celebre “Via del Fascio”.

Attualmente sono in corso anche alcune versioni “live” del gioco, che prevedono i giocatori in giro per le città in prima persona.

Una versione è anche in uscita per la città di Napoli.

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