Come organizzare un Piñata Party

L’idea della piñata si rivela sempre vincente quando a festeggiare ci sono dei bambini… ma è grande aggregatrice di risate e divertimento anche per gli adulti.

Il rito a cui si dà vita è molto semplice: il festeggiato è chiamato a rompere, bendato e armato di bastone, quella che noi italiani chiamiamo “pentolaccia“, appesa in alto e piena di premi, leccornie o anche soltanto coriandoli. È l’escamotage perfetto per compleanni estivi, festeggiati all’aperto, baby party ma anche per barbecue in spiaggia o eventi legati al Capodanno.

Ma da dove arriva questo rituale così particolare?

Origini

Per trovare le origini del rito legato alla piñata dobbiamo tornare indietro nel tempo e andare molto lontano anche nello spazio: sembra, infatti, che si tratti di una tradizione cinese molto antica legata al capodanno che, per loro, cade durante l’inizio della primavera. Le fonti dicono che in quell’occasione si realizzavano statuine sagomate a rappresentare animali (a forma di mucca, bue e bufalo), per poi riempirle di 5 tipi di semi diversi e ricoprirle con carta colorata. L’andamento era lo stesso: le statue, appese, si spaccavano con dei bastoni colorati, ma la particolarità è che la carta veniva bruciata e la cenere raccolta e conservata; si credeva che questo rituale fosse propizio alla fortuna per il nuovo anno.

Sarebbe stato Marco Polo, con i suoi viaggi, a portare questi animaletti di carta in Italia, durante il XIII secolo, e, da qui, sarebbe cominciata la diffusione a livello europeo, arrivando sino in Spagna, prima che i coloni giungessero, quindi, in Messico. Ovviamente, nel tempo, il rituale ha subito delle modifiche, ma la vera sorpresa fu scoprire che, in realtà, in quella terra così lontana, già era usanza una tradizione molto simile, risalente agli aztechi e, probabilmente, anche ai maya.

Insomma, rituali simili per civiltà molto lontane e differenti tra loro, tutti incentrate su un contenitore ricco di doni da colpire con un bastone!

Le sagome

Oggi il Messico ha fatto di questo rituale un culto della propria tradizione (tant’è che esporta tantissimi tipi di piñata in tutto il mondo); ma le sagome scelte, ancora adesso, fanno eco a quelle degli antichi coloni spagnoli di tanti secoli fa. Questi, infatti, per convertire gli abitanti originari del luogo al proprio credo, misero in scena, attraverso la piñata, la lotta, rigorosamente cristiana, tra il bene ed il male: colpendo la pentolaccia si sconfiggeva il Diavolo in persona! All’epoca, la piñata tradizionale era, in effetti, costituita da un vaso di terracotta rivestito di carta colorata, il tutto sagomato in modo da avere una forma di stella a sette punte, che altro non rappresentavano che i peccati capitali! Colpire bendati questo baluardo “infernale” significava far vincere la fede e, quindi… diventare meritevoli dei premi contenuti all’interno!

Oggi

Ai giorni nostri, la tradizione messicana vuole che la piñata sia il rito tradizionale legato alle posadas, una sorta di equivalente della nostra Quaresima, ma relativo al Natale; la sagoma, in questo frangente, diventa una stella, a simboleggiare la cometa dei Re Magi, ma il Paese è ricco di altre proposte che vengono scelte in tantissime altre occasioni goliardiche, durante l’anno.

Come realizzarne una

Realizzare una piñata è piuttosto semplice, se non si hanno grosse pretese sulla forma: intorno ad un palloncino gonfio, infatti, si possono stendere delle striscioline di carta, da spennellare con una miscela di acqua e farina in parti uguali, lasciando poi asciugare: una volta decorata, dipinta e personalizzata come si vuole, si potrà far scoppiare il palloncino interno, per poi riempirla di dolcetti e coriandoli ed appenderla tramite un filo lasciato passare in due microforellini simmetrici creati sulla sommità!

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